about le isole di battelloebbro
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Gli Obiettivi di Emergency
Portare assistenza medico-chirurgica alle vittime dei conflitti armati
Dare attuazione ai diritti umani per chi soffre le conseguenze sociali di guerre, fame, povertà, emarginazione.
Promuovere una cultura di pace e solidarietà ![]() altri link a a battelloebbro a a Battelloscrittura a a BattelloTimone a BattelloLibri a Battellopoesia alp colfavoredellenebbie ella Gardenia giusec justannie notimetolose paolo galloni skipper blog archivio febbraio 2006 dicembre 2005 aprile 2004 febbraio 2004 gennaio 2004 dicembre 2003 novembre 2003 ottobre 2003 counter visitato *loading* volte |
domenica, febbraio 26, 2006 Urgente, l'ottavo aspietta a te..
venerdì, dicembre 16, 2005
tiene fra i capelli i libri, una casa, i colori, lo strumento - ticche tacche - 10 euro per una quota http://bambinineltempo.splinder.com/
"Per partecipare attivamente bisogna innanzitutto sapere che il costo annuale di ogni adozione a distanza è di circa 180 euro per ogni singolo bambino, cifra che verrà poi suddivisa in base al totale delle quote raggiunte. mercoledì, aprile 07, 2004
Questo, dicono, sia il suo nome: Infatti, giusto per fare un esempio, è piena di queste indicazioni tipo questa: --> porto d'imbarco---> Sulla base delle poche notizie scovate in rete a tal riguardo mi sono immaginata questa scena: Te, fantomatico viaggiatore arrivato tuo malgrado all'isola, tutto felice ti incammini nella direzione indicata perchè pensi di aver trovato subito la strada per andartene da quel posto in cui non avevi previsto una sosta cammini... cammini... poi ti cominci a chiedere? Poi ti domandi se magari hai sbagliato strada... "Puodarsi che, come al solito sono in in soprapensiero e senz'altro non avrò notato un bivio... un cartello.... ma certo, mi sarà sfuggito quello con l'indicazione del porto..." ritorni indietro... vai avanti... ritorni un'altro pò indietro... Ma è inutile, tanto non troverai mai il porto perchè l'indicazione è stata messa "a casaccio". Infatti dicono che è proprio per questo che l'isola è subdola: Potrei riportare anche altri esempi esplicativi, tipo quello che è successo a quel tale che, dopo aver camminato ore e ore alla ricerca del porto e oramai esausto, trova un piccolo edificio con l'insegna
In quest'isola , tra tutte le innumerevoli capacità che hai (o anche che non hai) conta solo una cosa: la fortuna, o l'intuito, o il il caso, o il destino, o il Ka... Si vocifera anche che quest'isola rimane non solo invisibile, ma anche preclusa, a chi si ritrova a passare nelle sue vicinanze in possesso di parecchi foglietti che riportano tutti uno specifico simbolo... (ma per saperne di più ed essere più precisa dovrei fare delle ulteriori ricerche in internet) (continua ... ) mercoledì, febbraio 04, 2004 L'ISOLA DELL'OBLIO Se ci sei non sai di esserci lunedì, gennaio 05, 2004
Per la donazione clicca qui Bloggers contro la guerra domenica, dicembre 07, 2003
NON DIMENTICHIAMO CHI SOFFRE PER LA GUERRA E CHI IN GUERRA AIUTA QUELLI CHE SOFFRONO martedì, dicembre 02, 2003 L'isola del labirinto Ora, però, non rimane loro nient'altro da fare che entrare se non vogliono rimanere per sempre sopra la piccola piattaforma del molo. ??? giovedì, novembre 27, 2003 Le Isole dell'Iniziazione Le Isole sono la meta lontana di un pellegrinaggio. Il viaggio / pellegrinaggio (dove, lo sai tu che leggi) è l'esperienza iniziatica di base, un modo per domare la morte che è in noi imparando a trasformarla, nei limiti del possibile, in rinnovamento. Per il viaggio iniziatico non si parte come per un normale viaggio turistico; occorre, sì, avere una meta (il viaggio senza destinazione precisa è bellissimo, ma è un'altra cosa) però bisogna sapere che è il percorso a dare un senso alla meta e anche che il senso è fluido, cangiante, mai dato una volta per tutte (ogni presente modifica il passato e nessun passato all'arrivo è uguale a com'era alla partenza). E' necessario, poi, che gli abiti dell'arrivo siano diversi da quelli della partenza; soprattutto il percorso deve curare le FERITE che oggi sono aperte. Nelle Isole dell'Iniziazione quello che dura non è il dolore, ma quei segni che del dolore sono memoria creativa. lunedì, novembre 17, 2003 L'isola dei bloggers
domenica, novembre 16, 2003
E' l'isola di tutti i giorni venerdì, novembre 14, 2003 Utopia
Isola dove tutto si chiarisce. Qui ci si può fondare su prove. L'unica strada è quella d'accesso. Gli arbusti si piegano sotto le risposte. Qui cresce l'albero della Giusta Ipotesi Con rami da sempre districati. Di abbagliante linearità è l'albero del Senno presso la fonte detta Ah Dunque E' Così. Più ti addentri nel bosco, più si allarga la Valle dell'Evidenza. Se sorge un dubbio, il vento lo disperde. L'eco prende la parola senza farsi chiamare e chiarisce volenterosa i misteri dei mondi. A destra una grotta in cui giace il Senso. A sinistra il lago della Profonda Convinzione. Dal fondo si stacca la Verità e viene lieve a galla. Domina sulla valle la Certezza Incrollabile. Dalla sua cima si spazia sull'Essenza delle Cose. Malgrado le sue attrattive l'isola è deserta, e le tenui orme visibili sulle rive sono tutte dirette verso il mare. Come se da qui si andasse solo via, immergendosi irrevocabilmente nell'abisso. Nella vita inconcepibile Wislawa Szymborska L'isola dei luoghi comuni
In quest'isola fa sempre o troppo caldo o troppo freddoperchè ormai non ci sono più le mezze stagioni. Molti turisti vi arrivano, soprattutto gli italiani che vanno in vacanza all'estero e non conoscono l'Italia; però, in fin dei conti, tutto il mondo è paese ed io non sono razzista (però restassero a casa loro!) Qui si possono praticare moltissime attività: il nuoto, che è uno sport completo; la pallacanestro, che ti alza; il culturismo, (anche se sono tutti drogati); il calcio invece non è ben visto perchè una volta era piu' genuino, oggi con tutti questi miliardi… Anche la tv non è vista di buon occhio perchè a tavola non si parla piu' da quando c'e' la televisione... ( e poi c'e solo sesso e violenza); d'altra parte non trasmettono più quei bei film di una volta e il telegiornale non si può più guardare... Molto meglio ascoltare della musica in cd, anche se il disco in vinile aveva un suono più caldo. In quest'isola i bambini non hanno una baby sitter perchè la mamma è sempre la mamma (di mamma, in fondo c'è ne una sola) e, anche se i figli maschi sono più attaccati alla madre, il maschio moderno e' in crisi, pero' non lo vuole ammettere. In questo posto regna l'amore, anche se l'amore con la "A" maiuscola non esiste più: purtroppo la carne è debole e bacco tabacco e venere riducono l'uomo in cenere. Qui ci sono tante belle ragazze, anche se è risaputo che se una ragazza e' bella, allora e' oca, infatti le ragazze grasse sono le più simpatiche, anche se l'importante è essere belli dentro e sopratutto, siccome i soldi non fanno la felicità (e non crescono sugli alberi) è il pensiero quello che conta. Qui tutti credono che lo spinello porta inevitabilmente all'eroina e l'omosessualita' e' una malattia; sarà per questo che la giustizia non è uguale per tutti. Cmq basta che c'e' la salute perchè domani e' un altro giorno! giovedì, novembre 13, 2003 LE ISOLE FELICI Siamo noi, quando ci sentiamo in armonia. mercoledì, novembre 12, 2003
L'ISOLA DEI MORTI Il viaggio comincia di notte e termina che è giorno fatto. Paolo Galloni
lunedì, novembre 10, 2003 l'Isola dei quasi adatti.
Se chiedi chi ci abita,nessuno ti risponderà E' un isola non piacevole,non attraente,puzza,non è politicamente corretta,nessuno la sceglierebbe mai come meta,eppure è molto densamente popolata.Da chi? Dalle persone che vivono,quotidianamente,indecise:tra continuare malamente un rapporto, e scegliere di rompere-loro vivono perennemente sul bordo. dalle persone che non credono più alle novità,all'amore,alle nuove conoscenze,al cambiare e da quelle che corrono sempre per non venire in fotografia,devono avere sempre qualcosa da fare,per non provare l'angoscia del sentirsi lì,sul bordo. Perchè,sai,tutti noi, prima o poi,adesso-domani,un domani non ancora passato ci siamo sentiti sempre solo quasi..quasi adatti domenica, novembre 09, 2003 L'isola di Splinder
mercoledì, novembre 05, 2003
l'isola dei senza nome questa è un' isola che non si vede, fuori dell'acqua Qui vi abitano tutti coloro che non hanno fatto in tempo ogni tanto, alle cinque, puoi sentire un odor di tè, alla menta, uscire dalle acque non chiederti perchè, tante cose, non sapremmo spiegare lunedì, novembre 03, 2003 L'isola degli uomini persi Ammetto di essere una disordinata, ammetto anche di essere distratta e lungo il cammino ne ho persi parecchi, ma gli uomini che si sono persi senza alcun aiuto da parte mia che fine hanno fatto? Quelli persi dietro ad un ideale, quelli persi nei labirinti della loro testa tra le girandole del cervello, quelli persi a rincorrere una diciottenne col sorriso acerbo e il seno maturo, quelli persi in un calcolo algebrico fatto su una lavagna verde, quelli persi perchè si sono stancati di cercare le indicazioni nascoste, quelli che fine hanno fatto? Sono tutti qui e qualcuno ha piantato un cartello sulla spiaggia: Hic sunt leones scritto da notimetolose sabato, novembre 01, 2003
L'isola degli incontri casuali: random. Mentre cammino su quest'isola mi capita spesso di pensare ad altro.A comprare il detersivo,,alle camicie da stirare, agli impegni di lavoro. Mi sveglio di colpo da questo automatismo, e, come macchina-flusso di coscienza desiderante, le parole mi attraversano.Come aria piu leggera dal fondo del mare.
So che su quest'isola,in questo mare Ora mi fermo, per vedere se, in questo silenzio, riusciro' a sentire qualcuna di quelle voci/sussurro: random scritto da alp | 08:00 | commenti (1)
lunedì, ottobre 27, 2003 l’isola della memoria
Vi abita la Memoria , custode di tempi mai uguali. Pochi lo sanno, ma chi ha voluto approdarvi, ha visto. La Memoria è una grassa chioccia, che raduna gli attimi usati, spingendoli con l’ala, uno dietro l’altro, fuori riga, in ordine sparso. Non se ne perde nessuno: i più deboli, a rischio di dimenticanza, son messi a cova. Il viaggiatore che giunge all’isola può rincorrerli: ne cerca le orme, un profumo, un colore, un indizio, li riconosce nel mucchio… Li acchiappa e riparte. Nel ritorno, non porta con sé soltanto una briciola di tempo che è stato. Porta la carezza della “seconda volta”.
l'isola delle contaminazioni E' un isola mai uguale, mutevole ogni momento parla lingue sempre diverse, a volte si intende a volte si difende. Se ti avvicini portando preziose identità, credimi te ne riparti in tanti, uno che eri qua. scritto da alp alle ore 22:05 | commenti (4)
l'isola delle affettuose lontananze su quest'isola non puoi camminare senza trovare,nei posti piu impensati, oggetti dimenticati,dalla tua memoria. Questi oggetti,appena ritrovati,ti cantano una lontananza, che credevi definita,e invece è affettuosa e dolce e-come dice una mia amica: opalescente. L'oggetto piu bello,nella mia isola, è' una piccola zucca argentina per il mate con inciso..per lino,dalla feria di santelmo me l'avevano data due amici argentini,campioni di nuoto. Alla sua cannuccia ci bevette mio padre,in ospedale.Prima di..
Le isole dello sguardo incerto Dure.Nere.Non concedono requie. Se credevi di trovare sabbie dorate non avrai che sussulti, spaventi trattenuti. Ti chiederai perchè, non questo, non ora. Ma. Lavediquellaicertaincrespaturasull'ondachesembracieloma. Ma. Ecco, il peso dell'anima, quando il corpo smette d'essere mare.
Si, navigo, l'ho fatto tanti anni, e come tutti i marinai ho incontrato le persone e i paesi più disparati. Ma adesso che il mare dei ricordi comincia ad essere più vasto e calmo di quello delle speranza, mi pare di aver fatto un errore. Di aver dimenticato una carta dettagliata che mi aiuti ad individuare l'......E' più facile controllare lo stato delle vele, il funzionamento del motore, assicurarsi che tutto funzioni correttamente ed evitare con cura di gettare l'occhio alla bussola. Perché il problema è lì, rendersi conto che quando l'ago della bussola segna una rotta l'...... assume un nome, diviene cosa reale, obbliga a guardare avanti. Ma come posso se devo sostituire la scotta che si sta usurando sul rinvio, o controllare il premistoppa dell'asse che lascia filtrare acqua, tutte piccole cose cui bisogna far fronte perché la navigazione continui nel migliore dei modi, restiamo concentrati qui..... sarà l'....... senza nome a mettersi sulla mia rotta, qualunque sia la direzione presa.
Di Isole e Isole….ovvero morbido approccio all’Arcipelago del Battello ( e..., neppur tanto velato, invito alla scrittura)
Credo che, se si sale su un Battello, qualcosa vorrà pur dire. Che si ama il mare o il cielo, ad esempio, …due quasi infiniti che si toccano. O che si ama il viaggio, … alternanza di movimento e pause, sogno di una frontiera mobile, che si indovina altrove. O che si ama, pur fra burbere solitudini, l’idea che ci siano altri a condividere questi amori, a bordo, con l’indugio nei racconti, la notte, e con il passaggio delle voci, nella luce. A me piace pensare che, a spingere sul Battello sia, anche, il piacere dell’isola, dentro l’arcipelago, o il piacere dell’arcipelago, rifranto nell’isola: la terra cercata in mezzo al mare, che assume la forma dei desideri e, all’improvviso, ti si dilata dentro, fino a diventare un luogo interiore. All’isola si giunge come naufraghi dopo aver assaggiato l’arsura del mare, si arriva come avventurieri alla ricerca di un tesoro nascosto, o come entronauti sbattuti dalle incertezze della esistenza, a ricercare le tracce della memoria, a riconoscere “usati volti” o ad assaporare il canto delle sirene... Per questo l’uomo dell’isola, che è salvezza, scommessa, ritorno e malìa, ha la sagoma di Robinson, del pirata, di Silvestro di vittoriniana memoria, dell’uomo innamorato della seduzione…. Ma dall’isola si fugge, anche, come fugge Ulisse da Ogigia, per un’altra isola,… forse già consapevole di non poter mai accettare l’ ultimo orizzonte come quello definitivo. Isola e isole, dunque, a costellare un viaggio: vissute, descritte, evocate o forse solo indovinate dietro l’onda più alta. Isole ad abitare il mare. Isole a dar sapore e odore ai racconti.
Saranno tante le notti e i giorni da passare insieme, in una sorta di vagante città degli scambi. Laciate, signori del Battello, che le vostre isole salgano alla superficie, raccontatele perché si abbia idea dei sogni, degli amori, delle attese, delle paure, delle visioni che soffiano sulle nostre vele. Verso quali isole state facendo rotta? Quali vi portate dentro…? Questo è un invito alla Scrittura.
la baia delle anime morte
Non si sa perchè, ma è pieno di vascelli affondati. Bene, l'isola non perdona.Basta che una sola volta postato da alp | 20:18 | commenti (7)
Ecco , dal Barone, l'isola del Cappero Rosso. Arriva a far compagnia alle isole dello sguardo incerto, all' isola delle affettuose lontananze, a quella delle contaminazioni, e, ancora, delle dipendenza, uscite dalla "segreta veggenza" di alp-maqroll. E la piccola isola della memoria già gode di queste vicinanze... ( più sotto...ci sono tutte, e le richiameremo, di tanto in tanto, per dare forma all'Arcipelago del Battello.) L’isola che cerco è l’isola non trovata (come diceva sempre quello…) o è l’isola che non c’è (come diceva pure quell’altro). Si dice spesso che quello che conta non è la mèta, ma il viaggio. E allora? L’isola non è e non può essere un approdo definitivo, dove scaricare pacchi e valigie e costruire con il cemento. E non è neppure quello che i Grandi Fratelli televisivi sperimentano sui vip. La mia isola è una breve sosta nei miei sogni. Toccare, anche se solo per un breve attimo, i miei desideri e le mie passioni. Per poi, ripartire... Addolorato, triste, pieno di rimpianti e di rimorsi, ma anche felice di averla conosciuta e vissuta, anche se per poco. Con il tempo, anche le isole perse, traghettate o vissute male diventano dei bei ricordi che lasciano un segno incancellabile nel nostro cuore. Forse sono ferite che il tempo riuscirà a cicatrizzare. E, con niente, si riapriranno per sanguinare nuovamente. Ma non importa, la vita è anche questo. I segni che ti lascia… Come scrisse quello: “due forze non sono mai mutate dall’inizio del mondo: il movimento delle onde e il cammino dell’amore”. Così, pagaio ancora faticosamente e caparbiamente sulla mia zattera di fortuna, come un Robinson d’altri tempi, verso nuovi orizzonti, nuove mete e nuove isole sperdute e sconosciute che, spero, mi sorprenderanno ancora una volta. Lasciandomi estasiato e a bocca aperta di fronte a tanta pace ed a tanta bellezza…A nulla serviranno questi mari ondosi e scuri che vorrebbero inghiottirmi e legarmi a fondali sabbiosi. Non mi fermeranno. Mai. scritto da Barone Rosso scritto da colfavoredellenebbie | 13:40 | commenti (3) Torna in plancia Io vi fornisco il mezzo per scoprire all'alba l'arcipelago delle vostre isole
La rotta per l'isola Ho finito di riordinare le cime d'ormeggio, le vele sono a segno e per fortuna la barca sta in rotta quasi senza toccare il timone.. un po' di libertà in più. Compaiono le prime stelle a levante, se fossi in Atlantico (e se lo sapessi usare) sarebbe il momento di sfoderare il sestante...ad ogni buon conto entro in cabina, ancora calda di qualche ora di motore, e segno sulla carta la rotta, una traccia di matita che sarà la mia autostrada per questa notte. Non c'è luna e si è alzata foschia, le luci di via illuminano di verde la schiuma e il fiocco. Ad avanzare così verso il nulla c'è sempre una mano che stringe leggermente lo stomaco...vado a prua, nessuna luce nascosta dal fiocco. Un altro puntino sulla carta 02h 25' log. 1253 rotta 185 la sagoma dell'isola su cui approda la mia traccia di matita è più vicina di qualche centimetro....Aumenta leggermente lo sbandamento dello scafo, qualche schiocco del genova richiede il mio intervento, si cammina di più ma devo restare al timone.... incollo una stella ad una crocetta per non ipnotizzarmi sul cerchio luminoso della bussola. L'ombra dell'albero sciabola leggermente su un impensabile tappeto di stelle tanto fitto da essere opprimente, qualcuna talvolta si stacca e lascia una lieve scia. Non ho ancora sonno; un altro puntino sulla carta 04h25' log1265 rotta 185 a levante compaiono le stelle di Orione e il nero stinge in blu....A memoria, senza accendere luci, raccolgo le vele, il movimento della barca è più disordinato, affidata solo al motore. Adesso l'orizzonte si è materializzato in una striscia arancione il mare sembra solido nella sua calma assoluta, ripete fedelmente i colori dell'alba.....06h25' log1279 rotta 185 il simbolo dell'isola è li davanti sulla carta...tra poco saprò se l'avrò raggiunta anche nella realtà. Scritto da Skipper246 L’isola stregata Parlavano di un’isola fatata, anzi stregata, che appariva e scompariva, a seconda della piena del fiume. Dicevano che fosse incorniciata d’azzurro, come se un’aureola gigante l’attorniasse, protettiva, all’orizzonte. Non posso negare che m’incuriosisse. Adoro i misteri, le storie ambigue, mi piace la realtà sospesa, quella che confina con la metafisica e che non sapremo mai se è vera o sognata. Pioveva – quel mattino d’ottobre – proprio come sta piovendo ora, mentre scrivo per voi questa storiella “insulare”. Anche allora dal cielo ferruginoso cadevano larghe gocce circospette, come se la natura si fosse messa, dubbiosa, in attesa di eventi più forti. Sembrava che volesse restare sulla porta a vedere come si mettevano le cose. M’incamminai. Proseguivo lentamente, attenta a schivare le pozzanghere, imbarazzata dall’ombrello. Tutto era come sempre. Alberi spogli, erba appassita. Acqua che lambiva il pilone del ponte, appesantito da un traffico convulso, casette povere dai comignoli fumanti. All’improvviso – diomio, so già che non mi crederete, perché anch’io stento a credermi – all’improvviso, come una fatamorgana, l’isola si è stagliata all’orizzonte. Sembrava un fiore di madreperla, chiara, iridata, quasi trasparente. Cercai di scendere, cautamente, lungo l’argine. Scivolavo, ero tutta inzaccherata, ma non riuscivo a fermarmi, l’isola mi chiamava. Non potevo resisterle. Caddi rovinosamente. Fui fermata da un masso contro cui sbattei il capo. Mi trovarono svenuta. Mi salvò un cacciatore munito di cane ringhioso. Non dissi nulla. Non gli rivelai il mio segreto. E ora, ostinatamente, sto mettendomi in cammino di nuovo, per cercare di rivederla. (g.g.) scritto da Gardenia | 16:01 | commenti (4) Torna in plancia L'isola spostata Qui fanno scherzi da prete. Dopo 5 giorni di navigazione con mappe navali particolareggiate, ero certa di essere arrivata nel punto contrassegnato con la X nella piantina che la capitaneria di porto mi aveva regalato mossa a pietà dopo aver visto i miei occhi inumidirsi. Sto beccheggiando sulla mia barchetta che è un modello ridotto della "Regina d'Africa" di Hustoniana memoria, ma dell'isola nessuna traccia.La cambusa sta esaurendo le scorte di gallette e il processo di desalinazione dell'acqua marina si presenta lento. Non fate i furbi e rimettete l'isola al suo posto.
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